
Dopo il Messico, suo paese di origine, l'Italia è il secondo produttore mondiale di ficodindia, e la Sicilia, dove il clima e la natura del suolo sono particolarmente favorevoli per l'ottenimento di frutti di elevata qualità, rappresenta la massima produttrice tra tutte le regioni italiane.

Esistono tre varietà di frutto:
la gialla Sulfarina, la rossa o
Sanguigna e la bianca detta Muscaredda
che hanno gusti sensibilmente differenti tra loro.
La coltura più diffusa è la gialla: questa presenta una buccia spessa che facilita il trasporto e la manipolazione
dei frutti.
La rossa, pur essendo meno produttiva della gialla, dimostra un'analoga buona resistenza ai trasporti e alle
manipolazioni post-raccolta.
La coltura bianca è limitata prevalentemente agli impianti familiari, presenta una buccia particolarmente
sottile e una polpa molto zuccherina.

Ciascuna varietà può dare origine, in relazione al tipo di pratica colturale adottata, a due tipologie di ficodindia:
il frutto che matura ad agosto, detto "Agostano", riconoscibile per le
minori dimensioni rispetto a quello raccolto ad ottobre, detto anche "Bastandone".
Quest'ultimo è ottenuto attuando la pratica colturale della "scozzolatura"
con la quale si riesce, attraverso un diradamento dei piccoli frutti, ad ottenere frutti più grossi.
Il ficodindia come frutto, dato il suo contenuto di zucchero ed aminoacidi favorisce la diuresi e per questo
è indicato nella terapia delle funzioni renali.
Il Ficodindia contribuisce ad allargare la gamma dei prodotti leader della zona. L'abbondante produzione locale, concentrata soprattutto sui terreni rossi di Monte Magaggiaro, ben lavorata e confezionata, viene oggi commercializzata da una moderna e dinamica cooperativa (Gattopardo), sui mercati nazionali ed esteri, sin nel lontano Canada.