
In Contrada Mastragostino, a sud del paese di Montevago, si trovano i resti di una villa rustica
romana risalente al II sec. a.C..
L'insediamento nasce con l'esigenza di sfruttare il territorio circostante attraverso la coltivazione
intensiva di cereali. A tal proposito, in un periodo repubblicano la Sicilia era stata organizzata in
circoscrizione con all'interno dei presidi "ville rustiche" che dovevano
assicurare un più efficace sfruttamento delle risorse agricole per approvvigionare l'Urbe (Roma).
Il territorio di Montevago, soprattutto per la vicinanza del fiume Belice, ben si prestava ad
accogliere insediamenti rustici, in quanto le derrate potevano essere facilmente trasportate
attraverso il fiume Belice navigabile fino al mare.
L'area interessata misura circa 300 m2, lo scavo ha messo in luce alcuni ambienti rettangolari
ed intercomunicanti, costituiti da pietra marmosa e conci tufacei ed ha restituito dei frammenti
di vasellame grezzo e soprattutto cocci di pithoi (contenitori delle derrate) tutto
riscontrabile nel sito.
La non monumentalità dei resti consigliano la fruizione ad un pubblico di appassionati o fortemente
interessati, tuttavia anche i curiosi possono trovare un momento di appagamento.