Pagina Iniziale

Il Comune

Uffici Comunali

Bandi

Avvisi

E-mail

Amministrazione

Sindaco

Giunta

Consiglio

Baby Consiglio

Trasparenza Amm.

Attività (svolta)

Atti comunali


COMUNE DI MONTEVAGO
PROVINCIA DI AGRIGENTO


STATUTO COMUNALE
Scarica il file - documento Microsoft Word 417KB


  • Approvato in via definitiva dal Consiglio Comunale con atto n. 84 del 03/09/2001, reso esecutivo il 7/10/2001 dal CORECO sez. centrale, ai sensi dell’art. 18, comma 6 della L.R. 44/91, pubblicato sul Supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 26 del 7 giugno 2002. 

  • Modifica Statuto Com/le soppressione artt.: 89 – 90 – 91 – 92" con Delibera di C.C. n°37 del 17.07.2003 – Esecutiva.

Titolo I
Principi generali

Capo I

Il Comune : autonomia, autogoverno e finalità

Articolo 1: Lo statuto *

Articolo 2 : I regolamenti *

Articolo 3: Adeguamento delle fonti normative comunali a leggi sopravvenute *

Articolo 4: Il Comune *

Articolo 5 : Il territorio comunale *

Articolo 6: Stemma – Gonfalone – Patrono *

Articolo 7: Finalità obiettivi e metodi *

Articolo 8: Azioni positive per la realizzazione della parità fra sessi *

Articolo 9: Principio delle pari opportunità in tema di nomine *

Articolo 10: Albo pretorio *

Articolo 11 : Sede del Comune *

Titolo II
Organi elettivi del Comune

Capo I
Il consiglio comunale

Articolo 12 : Il consiglio comunale *

Articolo 13 : Competenze ed attribuzioni *

Articolo 14: I Consiglieri comunali *

Articolo 15: Diritto di iniziativa dei Consiglieri comunali *

Articolo 16: Attività ispettiva del consiglio *

Articolo 17 : Il Presidente *

Articolo 18 : Il Consigliere anziano *

Articolo 19: Dimissioni e decadenza dei consiglieri *

Articolo 20: Gruppi consiliari *

Articolo 21: Conferenza dei capigruppo *

Articolo 22 : Convocazione del consiglio comunale *

Articolo 23: L’ordine del giorno *

Articolo 24: Proposte di deliberazione *

Articolo 25: Pubblicità e validità delle sedute *

Articolo 26: Voto palese e segreto *

Articolo 27: Maggioranza richiesta per l’approvazione delle deliberazioni *

Articolo 28: Astenuti e schede bianche e nulle *

Articolo 29: Assistenza alle sedute e verbalizzazione *

Articolo 30 : Pubblicazione delle deliberazioni *

Articolo 31: Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale *

Capo II
La Giunta Comunale

Articolo 32: La Giunta Comunale *

Articolo 33: Incompatibilità *

Articolo 34: Gli Assessori *

Articolo 35: Revoca degli Assessori *

Articolo 36: Vice Sindaco e Assessore anziano *

Articolo 37: Funzionamento della Giunta Comunale *

Articolo 38: Competenze e attribuzioni della Giunta Comunale *

Capo III
Il Sindaco

Articolo 39: Il Sindaco *

Articolo 40: Competenze di amministrazione *

Articolo 41: Competenze di vigilanza *

Articolo 42: Competenze di organizzazione *

Articolo 43: Competenze quale ufficiale del Governo *

Articolo 44: Incarichi e nomine fiduciarie *

Articolo 45: Incarico ad esperto *

Capo IV
Deliberazioni degli organi collegiali

Articolo 46: Deliberazioni *

Articolo 47 : Astensione obbligatoria *

Titolo III
Ordinamento degli uffici e dei servizi

Capo I
Principi

Articolo 48: Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi. *

Articolo 49: Indirizzo politico e gestione: distinzioni. *

Capo II
Ordinamento

Articolo 50: Ordinamento degli uffici e dei servizi. *

Articolo 51: Criteri di organizzazione *

Articolo 52 : Principi generali di organizzazione. *

Capo III
La Struttura organizzativa

Articolo 53 : Struttura organizzativa. *

Articolo 54 : Unità di progetto. *

Capo IV
I Soggetti

Articolo 55: Il Segretario comunale. Competenze. *

Articolo 56 : Il vice Segretario. *

Articolo 57: Competenze del Direttore generale *

Articolo 58: Responsabili di settore. *

Articolo 59: L’attività propositiva dei responsabili di settore. *

Articolo 60: Attività consultiva dei responsabili di settore. *

Articolo 61: Competenze dei responsabili di settore in materia di gestione finanziaria. *

Articolo 62: Competenze dei responsabili di settore in materia di lavori e forniture. *

Articolo 63: Competenze in materia di gestione del personale . *

Articolo 64 : Modalità e criteri per il conferimento dell’incarico di responsabile di settore. *

Articolo 65 : I responsabili di servizio *

Art. 66 : Contratti a tempo determinato *

Art. 67 : Contratti a tempo determinato al di fuori della dotazione organica *

Titolo IV
Finanze, contabilità

Capo I
Ordinamento finanziario

Articolo 68: Ordinamento finanziario *

Articolo 69 Ordinamento contabile *

Articolo 70 Il revisore dei conti *

Titolo V
L’ordinamento dei servizi pubblici

Capo I
Forme associative, gestione e tariffe

Articolo 71: Servizi pubblici locali *

Articolo 72: Tariffe dei servizi resi dal Comune *

Articolo 73: Gestione in economia. *

Articolo 74: Azienda speciale *

Articolo 75 : Istituzione *

Articolo 76: Concessione a terzi. *

Articolo 77: Società miste. *

Articolo 78: Convenzioni e Consorzi *

Articolo 79: Accordi di programma. *

Titolo VI
Istituti di Partecipazione

Capo I
Consultazione, partecipazione e accesso

Articolo 80: Partecipazione popolare *

Articolo 81: Il diritto di udienza *

Articolo 82: Istanze e Petizioni. *

Articolo 83: Proposte ed iniziative popolari. *

Articolo 84: Diritto di accesso e di informazione. *

Articolo 85: Associazionismo e partecipazione *

Articolo 86: Forme di consultazione *

Articolo 87: Referendum *

Articolo 88: Effetti del referendum *

Articolo 89: - Il Difensore civico *

Articolo 90 : Nomina del Difensore civico *

Articolo 91: Incompatibilità e decadenza *

Articolo 92: Funzioni del Difensore civico *

 

Capo II
Biblioteca comunale

Articolo 93: Biblioteca comunale *

Titolo VII
Disposizioni finali e transitorie

Articolo 94: Interpretazione *

Articolo 95 : Rinvio *

Articolo 96: Adozione e adeguamento dei regolamenti *

Articolo 97: Pubblicità dello Statuto *

Articolo 98: Entrata in vigore *

Titolo I

Principi generali

Capo I

Il Comune: autonomia, autogoverno e finalità

Articolo 1

Lo statuto

1. Lo statuto promuove la partecipazione popolare, favorisce la crescita sociale e democratica, valorizza le risorse sociali.

2. Lo statuto, nell’ambito dei principi fissati dalla legge, individua le norme che disciplinano le attività del Comune, e precisamente:

3. La legislazione in materia di ordinamento dei comuni e di disciplina dell’esercizio delle funzioni ad esso conferite enuncia espressamente i principi che costituiscono limite inderogabile per l’autonomia normativa del Comune. L’entrata in vigore di nuove norme che enunciano tali principi abroga le norme del presente statuto incompatibili con essi.

 

Articolo 2

I regolamenti

1. Il Comune emana i regolamenti.

  1. nelle materie ad esso demandato dalla legge o dallo statuto;
  2. in tutte le altre materie di competenza comunale.

2. Nelle materie di competenza la potestà regolamentare viene esercitata nel rispetto delle disposizioni di legge e delle disposizioni statuarie.

3. L’iniziativa dei regolamenti spetta alla giunta, a ciascun consigliere ed ai cittadini, ai sensi di quanto disposto dal presente statuto.

4. I regolamenti devono essere approvati a maggioranza assoluta dei componenti assegnati al consiglio comunale.

5. Nella formazione dei regolamenti possono essere consultati i soggetti interessati.

6. I regolamenti sono soggetti a duplice pubblicazione all’albo pretorio: dopo dell’adozione della delibera in conformità delle disposizioni sulla pubblicazione della stessa deliberazione, nonché per la durata di 15 giorni dopo che la deliberazione di adozione è divenuta esecutiva.

7. I regolamenti devono essere accessibili a chiunque intenda consultarli.

 

Articolo 3

Adeguamento delle fonti normative comunali a leggi sopravvenute

1. Gli adeguamenti dello statuto e dei regolamenti debbono essere apportati, di norma, entro i 120 giorni successivi all’entrata in vigore delle nuove disposizioni.

Articolo 4: Il Comune

1. Il Comune di Montevago è un ente autonomo locale che rappresenta e cura gli interessi della comunità locale, nell’ambito dei principi fissati dalla costituzione e dalla legge generale dello Stato.

2. Il Comune esercita la propria attività regolarmente ed amministrativa, uniformandola al principio prioritario della consultazione e partecipazione popolare, nelle forme indicate dal presente statuto.

Articolo 5

Il territorio comunale

1. Il territorio comunale è costituito dalla parte del territorio nazionale delimitato dai confini storici e tavolari. Si estende per kmq. 33,00 è confinante con i Comuni di Santa Margherita di Belice, Partanna e Menfi. Il Comune di Montevago è situato a circa m. 400 dal livello del mare 

Articolo 6

Stemma – Gonfalone – Patrono

1. Il Comune di Montevago conferma il proprio antico stemma civico. Lo stemma, è così descritto: È costituito da un’aquila ricamata in oro in primo piano, tenendo stretto fra le zampe un piccolo scudo fondo blu con croce bianca poggiati sulla verde pianura. Sullo sfondo vi sono due grandi montagne in una delle quali si innalza un pennacchio. L’insieme e sormontato dalla corona principesca ricamata in oro.

2. Il gonfalone del Comune di Montevago è costituito da un drappo tricolore verde bianco rosso riccamente ornato dallo stemma di cui al comma 2 con l’iscrizione: "" Comune di Montevago "" Le parti di metallo ed i cordoni sono dorati, l’asta verticale è di metallo bianco posto a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Il gonfalone è completato da una cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro.

3. L’uso e la riproduzione del gonfalone e dello stemma, da parte di soggetti diversi dagli organi comunali, sono vietati..

4. Il Santo Patrono del Comune è SAN DOMENICO.

5. È istituita l’onorificenza comunale ""Scirotta d’oro""; sarà conferita secondo norme stabilite da apposito regolamento

Articolo 7

Finalità obiettivi e metodi

1. Il Comune, nell’ambito delle finalità connesse al proprio ruolo, persegue i seguenti obiettivi:

A) Obiettivi politico - territoriali ed economici

- Tutela dei valori ambientali e paesaggistici del territorio, del suo patrimonio archeologico, storico ed artistico come beni essenziali della comunità.

Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:

a) alla protezione del patrimonio naturale;

b) alla tutela dell’ambiente e alla attività di prevenzione, controllo e riduzione dell’inquinamento;

c) alla difesa del suolo e del sottosuolo;

d) alla promozione delle iniziative volte alla riduzione dei consumi di prodotti nocivi alla salute ed all’ambiente ;

e) alla ricerca ed all’impiego di fonti energetiche alternative;

f) alla promozione dell’agricoltura biologica;

g) alla individuazione ed al censimento dei beni culturali ed ambientali ricadenti nel territorio Comunale;

- Tutela e corretto utilizzo del territorio in quanto bene economico primario.

Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:

a) alla pianificazione territoriale per un armonico assetto urbano;

b) alla qualificazione degli insediamenti civili produttivi e commerciali;

c) agli insediamenti produttivi e le infrastrutture per favorire lo sviluppo economico;

d) al recupero dei centri storici;

e) a subordinare la realizzazione di opere, impianti ed infrastrutture ad una positiva analisi costi-benefici e a valutazioni di impatto ambientale;

f) ad esercitare, nell’interesse della collettività, ogni azione diretta all’inibitoria o al risarcimento del danno ambientale.

B) Obiettivi politico - sociali

Il Comune si propone la tutela e la promozione della persona contro ogni forma di sopraffazione e di violenza, ed assume quale obiettivo fondamentale, nell’ambito delle proprie competenze, la lotta al fenomeno mafioso.

Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:

a) a diffondere la consapevolezza della convivenza civile e dell’ordine democratico;

b) a favorire la diffusione di una cultura dei diritti e della legalità;

c) ad impedire la presenza di associazioni mafiose e di condizionamenti clientelari ed affaristici.

Promuove ed assume iniziative per l’affermazione dei valori e dei diritti dell’infanzia e delle fasce deboli, in particolare dei portatori di handicap e degli extracomunitari.

Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:

a) a favorire la funzione sociale della cooperazione con carattere di mutualità;

b) a promuovere la solidarietà della comunità locale;

c) ad esercitare un ruolo attivo nella politica scolastica;

d) ad interessarsi alla crescita civile e culturale delle giovani generazioni;

e) a tutelare il ruolo della famiglia;

f) a valorizzare le forme associative e di volontariato dei cittadini;

g) ad assicurare la partecipazione degli utenti alla gestione dei servizi sociali;

h) a promuove interventi per la prevenzione del disagio giovanile;

i) a mantenere e sviluppare legami culturali, sociali ed economici con gli emigrati.

C) Obiettivi politico - culturali ed educativi

Il Comune riconosce tramite iniziative culturali e di ricerca, di educazione e di informazione, il diritto fondamentale dei cittadini per raccogliere e conservare la memoria della propria comunità.

Nell’ambito di queste funzioni istituzionali provvede:

a) alla diffusione della cultura promovendo l’attività dei circoli e dei gruppi culturali;

b) a valorizzare le testimonianze storiche ed artistiche, di tradizione e di folclore;

c) a favorire la promozione delle attività sportive;

d) ad informare l’attività amministrativa ai principi della partecipazione democratica, della imparzialità e della trasparenza;

e) ad attuare le disposizioni della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, garantendo ai cittadini interessati la partecipazione al procedimento amministrativo.

f) valorizza il servizio di informazione e di pubblica lettura erogato attraverso la biblioteca comunale.

Articolo 8

Azioni positive per la realizzazione della parità fra sessi

  1. Il Comune di Montevago garantisce e promuove le pari opportunità per le donne, rimovendo gli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione e l’attiva partecipazione culturale, sociale, lavorativa e politica della donna nell’Amministrazione.
  2. Per il perseguimento degli obbiettivi indicati nel precedente comma, anche sulla base dei principi di legge, il Comune adotta piani di azioni positive, volti, fra l’altro, a:
  • Operare la ricognizione degli ostacoli all’ accesso ed alla carriera delle donne nel mondo del lavoro;
  • Promuovere, con adeguati mezzi di sollecitazione, l’accesso delle donne nei settori con insufficiente rappresentanza femminile e riequilibrare la presenza delle donne nei centri decisionali e nei settori tecnologicamente avanzati;
  • Definire le selezioni del personale idonee a stabilire le attitudini potenziali, diffondere la legislazione in materia di pari opportunità, indicare i requisiti che non comportino, anche implicitamente, alcuna discriminazione relativa allo stato civile;
  • Assicurare condizioni che consentono l’effettiva partecipazione delle donne ai corsi di formazione e di aggiornamento professionali;
  • Adottare un codice di comportamento che assicuri un clima di pieno e sostanziale rispetto reciproco tra uomini e donne, con particolare attenzione all’eliminazione delle situazioni di molestie sessuali;
  • Prevedere misure di sostegno intese a rendere tra loro compatibili le responsabilità familiari e professionali, anche attraverso nuove forme di organizzazione del lavoro e dei servizi sociali.

Articolo 9

Principio delle pari opportunità in tema di nomine

  1. Nei casi in cui il Sindaco del Comune ed il Consiglio Comunale debbano nominare o designare, ciascuno secondo le proprie competenze, rappresentanti in enti, istituzioni, ovvero in altri organismi gestori di servizi pubblici, fra i nominati è garantita l’equilibrata presenza di uomini e di donne. L’equilibrio, in ogni caso, è assicurato tra i rappresentanti complessivamente nominati e designati nel corso del mandato. Il Sindaco ed il Consiglio sono tenuti a motivare le scelte operate con specifico riferimento al principio di pari opportunità, e a darne adeguata diffusione.
  2. Nel nominare i componenti della Giunta, i responsabili degli uffici e dei servizi, nonché nell’attribuzione degli incarichi dirigenziali e di quelli di collaborazione esterna, Il Sindaco assicura una presenza equilibrata di uomini e di donne, motivando le scelte operate con specifico riferimento al principio di pari opportunità.

Articolo 10

Albo pretorio

  1. L’albo pretorio è istituito nella sede del Comune di Montevago, in luogo facilmente accessibile al pubblico, per la pubblicazione che la legge, lo statuto e i regolamenti comunali prescrivono.
  2. Articolo 11 : Sede del Comune

    1. Il Comune ha sede in Montevago Piazza della Repubblica. In esso trovano preferibilmente sede gli uffici, salvo che per motivi di funzionalità o di spazio non debbano essere allocati altrove, sempre comunque nel rispetto del principio della centralità e dell’agevole accessibilità per gli utenti.

    Titolo II

    Organi elettivi del Comune

    Capo I

    Il consiglio comunale

    Articolo 12

    Il consiglio comunale

    1. Il Consiglio comunale rappresentando l’intera comunità, determina l’indirizzo ed esercita il controllo politico-amministrativo.

    2. Il consiglio esercita le proprie funzioni in via diretta, non essendo ammessa delegazione ad altri organi.

    3. Il consiglio, costituito in conformità alla legge, ha autonomia amministrativa e funzionale che disciplina con apposito regolamento. Il Consiglio Comunale può istituire, qualora se ne ravvisano le necessità, apposita Commissione consiliare.

    4. Il regolamento disciplina le modalità per fornire ai consigli servizi, attrezzature e risorse finanziarie.

    5. L’elezione e la durata del consiglio comunale sono regolati dalla legge.

    6 Il Comune di Montevago espone nell'Aula Consiliare, per tutta la durata delle riunioni consiliari , accanto alla bandiera nazionale, al gonfalone e alla bandiera della Comunità Economica Europea, anche la bandiera della Regione .

    Articolo 13

    Competenze ed attribuzioni

    1. Il consiglio comunale ha potestà e competenze previste dalla legge e svolge le sue attribuzioni confrontandosi ai principi, ai criteri, alle modalità ed ai procedimenti stabiliti nel presente statuto e nelle norme regolamentari.

    2. Impronta l’azione complessiva dell’ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare il buon andamento e l’imparzialità.

    3. Nell’adozione degli atti fondamentali privilegia il metodo e gli strumenti della programmazione, perseguendo il raccordo con la programmazione provinciale, regionale e statale.

    4. Ispira la propria azione al principio di solidarietà e sussidiarietà.

    5. Il consiglio comunale ha competenza a deliberare, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 142/90, modificato dall’art. 1, comma 1, lettera e) della legge regionale n. 48/91:

    a) gli statuti dell’ente e delle aziende speciali, i regolamenti;

    b) i programmi, le relazioni previsionali e programmatiche, i piani finanziari ed i programmi di opere pubbliche, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni e storni di fondi, i conti consuntivi, i piani territoriali ed urbanistici, i programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione e le eventuali deroghe ad essi, i pareri da rendere nelle dette materie;

    c) la disciplina dello stato giuridico e delle assunzioni del personale;

    d) le convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, la costituzione e la modificazione di forme associative;

    e) l’istruzione, i compiti e le norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;

    f) l’assunzione diretta di pubblici servizi, la costituzione di istituzione e di aziende speciali, la concessione di pubblici servizi, la partecipazione dell’ente locale a società di capitali l’affidamento di capitali o servizi mediante convenzione;

    g) l’istituzione e l’ordinamento dei tributi, la disciplina generale delle tariffe per la fruizione di beni e dei servizi;

    h) gli indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e dei dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;

    i) la contrazione dei mutui e l’emissione dei prestiti obbligazionari;

    l) le spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alla somministrazione e fornitura al Comune di beni e servizi a carattere continuativo;

    m) l’autorizzazione di avvalersi di modalità di gara diversi dai pubblici incanti in materia di lavori pubblici o di pubbliche forniture.

    Inoltre il Consiglio Comunale ha competenza sui seguenti atti:

    n) riconoscimento debiti fuori bilancio;

    o) indennità di carica e gettoni di presenza per i consiglieri in applicazione del regolamento previsto dall’art. 19 della l.r. 30/2000;

    p) elezione del revisore dei conti;

    q) nomina del difensore civico.

    r) nomina di altri organi espressamente attribuitigli dalla legge.

    s) nomina componenti Commissione Comunale per l’aggiornamento degli elenchi dei giudici popolari;

    6. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere adottate in via d’urgenza da altri organi del Comune.

    7. Il Consiglio Comunale, nell’ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti, adotta i relativi atti di impegno.

    Articolo 14

    I Consiglieri comunali

    1. I Consiglieri comunali rappresentano l’intero Comune. Ad essi non può mai essere dato alcun mandato imperativo. Esercitano le loro funzioni con piena libertà di opinione e di voto. Sono responsabili dei voti che esprimono sui provvedimenti deliberati dal Consiglio.

    2. I Consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici comunali tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all’espletamento del mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinanti dalla legge.

    3. Ogni Consigliere per poter svolgere liberamente le proprie funzioni ha diritto di accesso ai provvedimenti adottati dall’ente e agli atti preparatori in essi richiamati e di ottenere senza spese copie degli atti deliberativi e delle determinazioni e ordinanze sindacali, delle determinazioni dirigenziali.

    4. Ogni Consigliere ha diritto di ricevere dai funzionari tutta la collaborazione necessaria a consentirgli l’esercizio della propria funzione ispettiva sull’attività dell’amministrazione senza che sia necessaria alcuna preventiva autorizzazione.

    5. Il regolamento disciplina l’esercizio del diritto di accesso agli atti e alle informazioni, di presa visione dei provvedimenti e degli atti preparatori in essi richiamati, il rilascio di copie, senza spese, degli atti deliberativi e delle determinazioni e delle ordinanze del Sindaco.

    6. Ai Consiglieri comunali viene trasmesso mensilmente l’elenco delle deliberazioni di Giunta.

    7. Tutti i Consiglieri sono tenuti, ai fini della carica, ad eleggere domicilio nel territorio di questo Comune. Nel caso in cui il Consigliere non elegge domicilio nel territorio comunale, si ha per eletto presso la Segreteria Comunale. Al domicilio eletto saranno notificati e depositati, ad ogni effetto di legge, tutti gli atti relativi alla carica.

    8. Il Consigliere Comunale ha il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio Comunale, di partecipare alle sedute delle commissioni consiliari permanenti di cui fa parte per l’intera durata dei lavori. Qualora, per improrogabili motivi, un Consigliere dovesse abbandonare la seduta del Consiglio Comunale o della commissione di cui fa parte, prima che i relativi lavori siano chiusi, ha il dovere di fare inserire in verbale i motivi di tale abbandono.

    9. Tutti i consiglieri all’inizio del mandato, devono comunicare con dichiarazione sostitutiva, da depositare presso la segreteria, i redditi posseduti, la propria situazione patrimoniale e le spese elettorali sostenute, che saranno pubblicate all’albo pretorio del Comune.

    10. La situazione patrimoniale va aggiornata annualmente per tutta la durata del mandato, con la stessa procedura prevista dal precedente comma, da presentare entro il 30° giorno dall’inizio dell’anno.

    11. Trascorso il 30° giorno successivo e senza diffida i nomi degli eventuali inadempienti saranno pubblicati all’albo pretorio, per la durata di giorni 30.

    12. I consiglieri Comunali, i componenti della Giunta comunale e il Sindaco devono dichiarare, entro il 10 gennaio, i benefici finanziari che loro stessi, parenti ed affini fino al 2° grado, hanno ricevuto dal Comune.

    Articolo 15

    Diritto di iniziativa dei Consiglieri comunali

    1. Ciascun Consigliere Comunale, secondo le modalità fissate dal regolamento del Consiglio, ha diritto di presentare interrogazioni, ordini del giorno e mozioni.

    2. L’interrogazione consiste nella richiesta rivolta al Sindaco per avere informazioni circa la sussistenza o la verità di un fatto determinato, ovvero dello stato di attuazione di atti fondamentali del Consiglio e per conoscere valutazioni, orientamenti e intendimenti della Amministrazione in ordine a determinati oggetti, ovvero ad aspetti dell’attività politico - amministrativa.

    3. L’interrogante ha facoltà di chiedere risposta scritta o orale da trattare in Consiglio Comunale.

    4. L’ordine del giorno è presentato al voto del Consiglio, anche durante la trattazione di proposte di deliberazione, ed è volto ad indirizzare l’azione della Giunta o del Consiglio stesso.

    5. Le mozioni tendono a provocare un giudizio sulla condotta e sull’azione del Sindaco o della Giunta, oppure un voto circa i criteri da seguire nella trattativa di un affare, oppure a dare direttive su determinate questioni.

    6. Su gli ordini del giorno il Consigliere proponente può chiedere che il Consiglio si esprima con un voto.

    7. Ognuno dei Consiglieri comunali esercita, a norma di regolamento, il diritto di iniziativa deliberativa per tutti gli atti di competenza del Consiglio Comunale mediante proposte di deliberazione indicanti i mezzi per far fronte alle spese eventualmente previste e corredate dei pareri previsti dall’articolo 12 della L.R. 30/2000.

    Articolo 16

    Attività ispettiva del consiglio

    1. Il Sindaco è tenuto a rispondere agli atti ispettivi dei consiglieri comunali entro 30 giorni dalla loro presentazione presso la segreteria del Comune. La mancata risposta nei termini previsti è valutata dal Consiglio Comunale nella prima seduta utile successiva alla scadenza.

  3. In caso di ripetute e persistenti violazioni degli obblighi previsti dal comma 1, dell’art. 27, comma 9 dell’art. 12 e dell’art. 17 della legge regionale n. 7/92, si applica l’art. 40 della legge n. 142/90 recepita dalla legge regionale n. 48/91.
  4. Il Consiglio Comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può istituire al suo interno commissioni di indagini su qualsiasi materia attinente all’amministrazione comunale.
  5. La Commissione è formata da un rappresentante della maggioranza e da uno della minoranza ed è presieduta dal Presidente del Consiglio Comunale o da un suo delegato.
  6. La Commissione entro 60 giorni dall’esecutività della delibera relazionerà al consiglio comunale sulla questione di cui è investita. Ulteriori 30 giorni di proroga possono essere concessi dal coniglio comunale.
  7. La Commissione si avvale di un ufficio comunale che sarà messo a disposizione dal Sindaco entro 10 giorni dall’esecutività della delibera di nomina stessa.

Articolo 17

Il Presidente

1. Il Consiglio Comunale procede alla elezione nel suo seno di un Presidente e di un vice Presidente con le modalità di cui all’art. 19 della L.R. 7/92 come modificato dall’art. 43 della L.R. 26/93.

2. In caso di sua assenza o impedimento, il Presidente è sostituito dal vice Presidente, ed in caso di assenza o impedimento anche di questo, dal Consigliere presente che abbia riportato il maggior numero di preferenze individuali.

3. Il Presidente rappresenta il Consiglio Comunale, ne dirige i dibattiti, fa osservare il regolamento del Consiglio, concede la parola, giudica l’ammissibilità dei documenti presentati, annuncia il risultato delle votazioni con l’assistenza di tre scrutatori, nominati ad inizio di seduta, assicura l’ordine della seduta e la regolarità delle discussioni, può sospendere e sciogliere la seduta e ordinare che venga espulso dall’aula il Consigliere che reiteratamente violi il regolamento o chiunque del pubblico che sia causa di disturbo al regolare svolgimento della seduta.

4. Il Presidente, come previsto dal regolamento, per l’espletamento delle proprie funzioni, per il funzionamento del Consiglio e per quello delle commissioni consiliari e dei gruppi consiliari, si avvale delle risorse all’uopo destinate e delle strutture esistenti nel Comune; può disporre di un idoneo ufficio e di personale comunale in relazione alle disponibilità del Comune.

Articolo 18

Il Consigliere anziano

1. E' Consigliere anziano colui che nelle elezioni ha ottenuto il maggior numero di preferenze individuali.

2. In caso di assenza o impedimento del Consigliere anziano è considerato tale il Consigliere presente che abbia riportato il maggior numero di preferenze individuali.

3. Il Consigliere anziano presente sottoscrive, assieme al Presidente e al Segretario, i verbali delle deliberazioni.

Articolo 19

Dimissioni e decadenza dei consiglieri

1. Le dimissioni dei Consiglieri comunali sono indirizzate al Presidente e presentate per iscritto alla segreteria del Comune o formalizzate in sedute consiliari, sono irrevocabili, acquistano efficacia immediatamente e non necessitano di presa d’atto.

2. I Consiglieri comunali decadono dalla carica nei modi e nei termini previsti dalla legge e dallo Statuto.

3. Il Consigliere che non intervenga senza giustificato motivo a tre sedute consecutive, intendendosi per tali quelle di convocazione ordinaria, viene dichiarato decaduto previa contestazione scritta da parte del Presidente su istanza di un componente il collegio o di un elettore.

4. La proposta di decadenza non può essere esaminata prima di dieci giorni dalla notifica della contestazione ed è approvata a maggioranza assoluta dei Consiglieri in carica.

5. La decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale nell’esercizio di una ampia facoltà di apprezzamento in ordine alla fondatezza, serietà e rilevanza delle circostanze addotte a giustificazione delle assenze.

Articolo 20

Gruppi consiliari

1. I Consiglieri si costituiscono in gruppi composti da due o più componenti di norma eletti nella stessa lista, salva diversa scelta da comunicare al Presidente del Consiglio e al Segretario comunale.

2. Il Consigliere singolo può far parte del gruppo misto .

3. Ogni gruppo nomina un capogruppo.

4. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della costituzione o della designazione, il capogruppo è individuato nel Consigliere che abbia riportato alle elezioni il maggior numero di preferenze individuali per ogni lista ed a parità di voti il più anziano di età.

5.) I capigruppo hanno diritto di ricevere copia delle deliberazione di Giunta Comunale relative ad acquisti, alienazioni, contributi, assunzioni ecc..

Articolo 21

Conferenza dei capigruppo

1. E’ istituita la conferenza dei capigruppo, presieduta dal presidente dal consiglio comunale, con funzioni di collaborazione per la formazione del programma dei lavori del consiglio, la determinazione del calendario della seduta e l’iscrizione di argomenti all’ordine del giorno, nonché i modi e i tempi della discussione.

2.Alla conferenza partecipa il capogruppo o un consigliere da questi delegato.

3. Alla conferenza dei capigruppo partecipa anche il Consigliere che, unico rappresentante di un partito o movimento politico presente in consiglio comunale non abbia aderito ad altro gruppo consiliare o non abbia con altri consiglieri costituito il gruppo misto.

4. Al Consiglio Comunale deve essere assicurato almeno un apposito locale indipendente dotato di quanto necessario per le riunioni dei consiglieri o dei gruppi consiliari.

5.Le modalità di costituzione, designazione, e funzionamento sono indicate dal regolamento.

6.Il regolamento prevede la conferenza dei capigruppo, le relative attribuzioni e le modalità di trasmissione agli stessi delle deliberazioni di cui al comma 4, art. 15, della legge 44/91, approvate dalla Giunta.

7. L’elenco delle delibere suddette è in ogni caso trasmesso ai capigruppo contestualmente alla pubblicazione.

 

Articolo 22

Convocazione del consiglio comunale

1. Il consiglio comunale è convocato in riunioni ordinarie od urgenti.

2. Il consiglio comunale è convocato dal Presidente di sua iniziativa o su richiesta del Sindaco o su richiesta di 1/5 di consiglieri in carica dopo avere accertato la disponibilità degli atti inerenti i punti da inserire all’ordine del giorno.

3. La riunione deve aver luogo entro venti giorni dalla presentazione della richiesta di convocazione. Trascorso infruttuosamente tale termine il consiglio comunale verrà convocato dal vice presidente.

4. In caso di convocazione ordinaria l’avviso di convocazione deve essere notificato ai consiglieri almeno 5 giorni liberi prima della seduta. Nel calcolo dei giorni non si tiene conto del giorno di consegna dell’avviso.

5. In caso di convocazione d’urgenza il termine previsto al comma 4 è ridotto a ventiquattro ore.

6. Nei casi di convocazione d’urgenza è fatta salva la facoltà della maggioranza dei consiglieri presenti di disporre il differimento della riunione al giorno seguente.

7. La notificazione dell’avviso di convocazione può essere eseguita in uno dei seguenti modi:

a) mediante il messo comunale ;

b) mediante telegramma .

Articolo 23

L’ordine del giorno

1. L’ordine del giorno del Consiglio Comunale, predisposto dal suo Presidente, dovrà indicare in modo chiaro l’oggetto su cui il Consiglio è chiamato a deliberare.

2. E’ data priorità agli argomenti proposti dal Sindaco compatibilmente con gli adempimenti previsti dalla legge e dallo Statuto; per le altre proposte sarà rispettato l’ordine di presentazione delle richieste.

3. Tutte le proposte di deliberazioni consiliari e le mozioni iscritte all’ordine del giorno sono depositate presso la segreteria del Comune almeno tre giorni prima delle sedute o almeno 24 ore prima, nei casi di urgenza.

4. Il regolamento per il funzionamento del consiglio comunale determina i tempi di deposito degli emendamenti, l’acquisizione sugli stessi dei pareri e le altre modalità con cui il Presidente del Consiglio potrà assicurare una adeguata e preventiva informazione.

5. L’avviso di convocazione del consiglio comunale deve essere affisso all’albo pretorio insieme all’ordine del giorno.

6 Il consiglio comunale non può discutere e deliberare su argomenti che non siano iscritti all’ordine del giorno salvo che siano presenti in adunanza tutti i consiglieri in carica e tutti siano favorevoli a trattare del nuovo argomento, salvo l’acquisizione dei pareri previsti dall’art. 12 della L.R. 30/2000.

Articolo 24

Proposte di deliberazione

1. L’iniziativa delle proposte di deliberazione spetta al Sindaco, alla Giunta o ad ognuno dei Consiglieri comunali, secondo le modalità stabilite dal regolamento.

2. Il bilancio annuale, il bilancio pluriennale, il conto consuntivo, i piani generali sono proposti al Consiglio dalla Giunta Comunale.

  1. Ogni proposta di deliberazione deve essere munita dei pareri in ordine alla regolarità tecnica e qualora la stessa importi impegno di spesa o diminuzione di entrata, anche il parere contabile. Il parere contabile comprende l’attestazione di copertura finanziaria.
  2. I pareri non sono dovuti per i meri atti di indirizzo, per le mozioni, le interrogazioni, gli ordini del giorno e gli altri atti che non hanno valenza deliberativa.
  3. Il parere del responsabile tecnico conserva anche il profilo della legittimità della delibera oggetto di proposta.

Articolo 25

Pubblicità e validità delle sedute

1. Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche, fatti salvi i casi previsti dal regolamento del Consiglio e dalla legge.

2. Il Consiglio Comunale delibera con l’intervento della maggioranza dei Consiglieri in carica.

3. La mancanza del numero legale, all’inizio e durante la seduta, comporta la sospensione di un’ora della seduta stessa. Qualora anche alla ripresa dei lavori dovesse venire meno il numero legale, la seduta è rinviata al giorno successivo con medesimo ordine del giorno e senza ulteriore avviso di convocazione.

4. Nella seduta di prosecuzione, è sufficiente per la validità delle deliberazioni l’intervento di un terzo dei Consiglieri assegnati. Le eventuali frazioni si computano per unità.

5. Nella seduta di prosecuzione non possono essere aggiunti argomenti a quelli già inseriti all’o.d.g. e la stessa ha termine con l’esaurirsi degli argomenti da trattare o con il venir meno del numero legale.

Articolo 26

Voto palese e segreto

1. Il consiglio comunale vota in modo palese ad esclusione delle deliberazioni concernenti persone. Il presidente del consiglio, a suo giudizio o interpellando il consiglio, può decidere il voto segreto su altre deliberazioni ove sia preminente l’esigenza di tutelare la riservatezza oppure la libertà di espressione delle convinzioni etiche o morali del consigliere.

2. Il regolamento stabilirà le modalità riguardanti il voto palese.

Articolo 27

Maggioranza richiesta per l’approvazione delle deliberazioni

1. Le deliberazioni del consiglio comunale sono approvate se ottengono la maggioranza assoluta dei consiglieri presenti salvo che siano richieste maggioranze qualificate.

Articolo 28

Astenuti e schede bianche e nulle

1. Il consigliere che dichiara di astenersi dal voto è computato tra i presenti ai fini della validità della seduta e della votazione.

2. Il consigliere che non voglia essere computato tra i presenti ai fini della validità della seduta deve allontanarsi dall’aula al momento del voto.

Articolo 29: Assistenza alle sedute e verbalizzazione

1. Il Segretario del Comune partecipa alle riunioni del Consiglio e cura la redazione del processo verbale che sottoscrive insieme con il Presidente - che presiede l’adunanza - e con il Consigliere anziano.

2. Il Consiglio può scegliere uno dei suoi membri per assumere le funzioni di Segretario unicamente allo scopo di deliberare sopra un determinato oggetto al quale sia interessato il Segretario.

3. Qualora, per urgenti ed indilazionabili esigenze, il Segretario non potesse partecipare alla seduta, il Consiglio può incaricare, limitatamente agli argomenti urgenti di quella seduta, il più giovane di età dei suoi componenti per svolgere le funzioni di Segretario.

4. Il processo verbale contiene il testo delle deliberazioni approvate e riporta le dichiarazioni rese dal Consigliere Comunale di cui lo stesso ha chiesto espressamente l’inserimento. Esso contiene i nomi dei Consiglieri presenti alla votazione, il numero dei voti resi a favore e contro ogni proposta ed il nome dei Consiglieri che si siano astenuti o abbiano votato contro.

5. Ogni Consigliere ha diritto a che nel verbale si faccia constare del suo voto e dei motivi del medesimo.

6. Il regolamento stabilisce le modalità di redazione, approvazione del processo verbale e di inserimento in esso delle rettifiche eventualmente richieste dai Consiglieri.

Articolo 30

Pubblicazione delle deliberazioni

1. Le deliberazioni sono pubblicate mediante affissioni di copia integrale all’albo pretorio, istituito presso la sede municipale, per quindici giorni consecutivi decorrenti dal primo giorno festivo successivo alla data dell’atto, salvo specifiche disposizioni di legge.

2. La pubblicazione può avvenire in qualunque giorno della settimana fermo restando che essa inizierà a decorrere dal primo giorno festivo successivo.

3. L’attestazione di avvenuta pubblicazione viene eseguita, per quanto concerne le deliberazioni di Consiglio Comunale, dal Segretario Comunale.

Articolo 31

Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale

1. Con apposito regolamento viene disciplinato il funzionamento e l’organizzazione del consiglio comunale.

Capo II

La Giunta Comunale

Articolo 32

La Giunta Comunale

1. La Giunta Comunale è organo di governo e di amministrazione che svolge funzioni esecutive, propositive, di impulso e di raccordo, improntando la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e dell’efficienza.

2. E’ nominata con provvedimento del Sindaco, assistito dal Segretario Comunale, immediatamente esecutivo e comunicato nei termini di legge al Consiglio Comunale, che può esprimere formalmente in seduta pubblica le proprie valutazioni, al Comitato regionale di controllo, alla Prefettura ed all’Assessorato regionale degli enti locali.

3. La nomina, la durata, la cessazione, la decadenza o rimozione sono disciplinate dalla legge.

La Giunta Comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da numero massimo di cinque Assessori, nominati dal Sindaco.

Articolo 33

Incompatibilità 

1.Sono estese ai componenti della giunta le ipotesi di incompatibilità previste per la carica di consigliere comunale e di Sindaco che devono essere rimosse, per non incorrere nella decadenza dalla carica di assessore, entro 10 giorni dalla nomina.

2.Gli assessori ed i consiglieri comunali non possono essere nominati dal Sindaco o eletti dal consiglio comunale per incarichi in altri enti, anche se in rappresentanza del proprio Comune.

3.La carica di componente della giunta è incompatibile con quella di consigliere comunale. Il consigliere comunale che sia stato nominato assessore ha facoltà di dichiarare, entro 10 giorni dalla nomina, per quale ufficio intende optare: se non rilascia tale dichiarazione, decade dalla carica di assessore.

4.Sono incompatibili le cariche di Sindaco, di presidente della provincia, di assessore comunale e provinciale con quella di componente della Giunta regionale.

5.Non possono fare parte della giunta il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini fino al secondo grado, del Sindaco. 

Articolo 34

Gli Assessori 

1.Il Sindaco nomina gli Assessori, nei modi e termini previsti dalla legge.

2.Agli Assessori si applicano le cause di ineleggibilità e di incompatibilità sospensione e decadenza previste dalle norme vigenti per la carica di Consigliere Comunale e per la carica di Sindaco.

3.Gli Assessori prima di essere immessi nell’esercizio delle loro funzioni dichiarano l’inesistenza di cause di incompatibilità, di decadenza e ostative alla assunzione della carica e, in presenza del Segretario che redige il processo verbale, prestano giuramento secondo la formula stabilita per i Consiglieri comunali.

4.Gli Assessori che rifiutino di prestare giuramento decadono dalla carica. La loro decadenza è dichiarata dal Sindaco.

5.Le dimissioni da Assessore sono irrevocabili e definitive, sono presentate al Sindaco e comunicate alla segreteria comunale e non necessitano di presa d’atto.

6.Gli Assessori, per delega del Sindaco che comporta anche il trasferimento di competenze, sovrintendono al funzionamento dei servizi e degli uffici collaborando con il Sindaco nell’attuazione degli indirizzi generali del Consiglio.

7.Nei limiti della delega conferita, adottano gli atti aventi rilevanza interna ed esterna di competenza del Sindaco, forniscono ai dirigenti direttive e criteri per la predisposizione degli atti di indirizzo, programmazione, impulso da sottoporre agli organi di governo dell’Ente, svolgono attività di controllo sull’attuazione degli indirizzi , degli obiettivi, dei programmi affidati ai dirigenti.

8.Ogni modifica o revoca alle deleghe conferite agli Assessori è comunicata entro sette giorni dal Sindaco al Consiglio Comunale, al segretario comunale e ai dirigenti.

Articolo 35

Revoca degli Assessori

1. Il Sindaco può, in ogni tempo, revocare uno o più Assessori, procedendo contemporaneamente alla nomina dei nuovi Assessori. Ad analoga nomina il Sindaco provvede in caso di dimissione, decadenza o morte di un componente della Giunta. In entrambi i casi, il Sindaco deve, entro sette giorni, fornire al Consiglio Comunale circostanziata relazione sulle ragioni del provvedimento, sulle quali il Consiglio Comunale può esprimere le proprie valutazioni.

2.Gli atti di cui al precedente comma, adottati con provvedimento del Sindaco, assistito dal Segretario Comunale, sono immediatamente esecutivi e sono comunicati al Consiglio Comunale, alla Prefettura al Comitato regionale di controllo ed all’Assessorato regionale degli enti locali.

Articolo 36

Vice Sindaco e Assessore anziano

1. Il Sindaco può nominare Vice Sindaco un Assessore che, in caso di sua assenza o impedimento, nonché di sospensione o dimissioni, lo sostituisce in via generale.

2. E’ Assessore anziano, ad ogni fine previsto dallo Statuto e dalla legge, il componente della Giunta più anziano di età, che, in assenza anche del Vice Sindaco, surroga in via generale il Sindaco assente o impedito.

Articolo 37

Funzionamento della Giunta Comunale

1. La Giunta Comunale si riunisce, anche prescindendo da qualsiasi formalità di convocazione, con avviso del Sindaco o di chi lo sostituisce, che stabilisce l’ordine del giorno tenuto conto anche degli argomenti proposti dai singoli Assessori.

2. La Giunta è presieduta dal Sindaco o, in caso di sua assenza o impedimento, dal vice Sindaco. Qualora non siano presenti il Sindaco e il vice Sindaco ne assume la presidenza l’Assessore anziano.

3. Le sedute non sono pubbliche ma il Sindaco o la Giunta Comunale possono invitare i dirigenti, i capi gruppo consiliari, il Presidente del Consiglio Comunale e sentire su specifici argomenti persone non appartenenti al collegio.

4. Le sedute della Giunta Comunale sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti in carica.

5. Le votazioni sono sempre palesi tranne nei casi previsti dalla legge e la proposta è approvata se ottiene la maggioranza assoluta dei presenti.

6. Coloro che, prendendo parte alla votazione, dichiarano di astenersi, si computano nel numero dei votanti ed in quello necessario per la validità della seduta.

  1. Ogni proposta di deliberazione, che non sia mero atto di indirizzo, deve essere munita del parere in ordine alla regolarità tecnica e, qualora la stessa comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, anche del parere contabile. Il parere del responsabile tecnico conserva anche il profilo della legittimità della delibera oggetto di proposta. Il parere contabile ricomprende l’attestazione di copertura finanziaria.
  2. Il Segretario Comunale partecipa alle riunioni della Giunta Comunale e cura la redazione dei verbali che sottoscrive con il Presidente e con l’Assessore anziano.

Articolo 38

Competenze e attribuzioni della Giunta Comunale

1. La Giunta Comunale esercita le competenze attribuite esplicitamente dalla legge, dal presente Statuto, dai regolamenti.

2. Attua gli indirizzi definiti dal Consiglio Comunale;

  • indica con provvedimenti di carattere generale gli obiettivi, i criteri, le direttive, i mezzi idonei per l’attività gestionale ed esecutiva attribuita dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti al Segretario e ai dirigenti;
  • esercita potere di proposta al Consiglio nelle materie previste dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti.

3. In particolare, nell’attività propositiva e di impulso:

  • predispone gli schemi di regolamento da proporre al Consiglio;
  • elabora e propone al Consiglio gli atti di programmazione;
  • predispone gli schemi di bilancio, di relazione programmatica, di programma triennale delle opere pubbliche, la relazione al conto consuntivo.

Nell’attività di amministrazione:

  • adotta le delibere nelle materie indicate dall’Articolo 15 della legge regionale n. 44/91, come sostituito dall'art. 4 della L.R. n. 23/97 di seguito indicate:
  • contributi socio assistenziali;
  • contributi, sovvenzioni, patrocini ed ausili finanziari ad enti, associazioni, istituti, fondazioni, comitati, ecc. ecc. in conformità a disposizioni regolamentari;
  • indennità di carica al Sindaco e agli assessori ;
  • compensi ai componenti di Commissioni ed al Revisore dei Conti;
  • rimborsi ad amministratori, a dipendenti ed a terzi;
  • assunzione del personale, con esclusione delle procedure concorsuali;

La Giunta Comunale è inoltre competente nelle seguenti materie:

  • Conferimento incarichi tecnici; legali e professionali;
  • Transazioni e rinunzia alle liti;
  • Accettazione o rifiuto di lasciti o donazioni;
  • Adozione del regolamento per l'ordinamento degli uffici e dei servizi e della dotazione organica del personale;
  • Assegnazione delle risorse umane agli uffici anche mediante mobilità interna ed esterna;
  • Recepimento dei contratti di lavoro ed approvazione della contrattazione decentrata;
  • Approvazione del programma di assunzione del personale;
  • Autorizzazione al Sindaco a stare in giudizio come attore o come convenuto;
  • Acquisti, alienazioni e permute di beni immobili ( atto di indirizzo);
  • Concessione dei servizi socio-assistenziali ( Art. 15 della L.r. n. 4/96);
  • Approvazione rendiconto per missioni di amministratori o di dipendenti, per anticipazioni all'economo, per erogazione contributi alle istituzioni scolastiche;
  • Determinazione o variazione delle tariffe dei servizi, delle aliquote di imposte e tasse, detrazioni ed esecuzioni, variazioni dei limiti di reddito, determinazione della percentuale di copertura dei servizi a domanda individuale;
  • Denominazione vie e piazze comunali;
  • Approvazione il piano esecutivo di gestione ( PEG ) e le successive variazioni ( fino alla sua approvazione la G.M. approverà atti di indirizzo relativi alla acquisizione di beni e servizi ed alla esecuzione di lavori);
  • Richiedere l’anticipazione di cassa;
  • Proporre al consiglio i provvedimenti di riequilibrio del bilancio
  • Quantificare semestralmente le somme non assoggettabili a esecuzione o espropriazione forzata
  • Disporre l’utilizzo di entrate a specifica destinazione;

4. La Giunta Comunale, nell’ambito delle competenze ad essa attribuite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti, adotta i relativi atti di impegno.

Capo III

Il Sindaco

Articolo 39: Il Sindaco

1. Il Sindaco è il capo del governo locale ed in tale veste esercita le funzioni di rappresentanza, di presidenza, di sovrintendenza e di amministrazione, nei modi previsti dalla legge n. 142/90, così come recepita dalla legge regionale n. 48/91 e successive modifiche e dalla normativa regionale vigente.

2. Il Sindaco nomina gli Assessori su cui ha potere di indirizzo, di vigilanza e di controllo dell’attività, convoca e presiede la Giunta e compie tutti gli atti di amministrazione che, dalla legge e dallo Statuto, non siano specificatamente attribuite alla competenza di altri organi del Comune, ai dirigenti e al Segretario comunale.

3. Effettua tutte le nomine, le designazioni e le revoche attribuite dalla vigente legislazione nazionale o regionale ai comuni, tranne quelle riservate alla competenza del Consiglio Comunale, fermo restando il divieto di nominare il proprio coniuge, i parenti o affini entro il secondo grado.

4. Nomina i componenti degli organi consultivi del Comune nel rispetto dei criteri stabiliti dalla legge e dai relativi regolamenti, tenendo presente la rappresentatività territoriale delle associazioni e degli organismi di partecipazione, la rappresentanza di entrambi i sessi, la necessaria competenza, fermo restando il divieto di nominare il proprio coniuge e i parenti o affini entro il secondo grado.

5. E’ ufficiale di governo e in tale veste esercita tutte le funzioni attribuitigli dalla legge dello Stato.

6. Il Sindaco è autorità sanitaria locale e per l’esercizio delle proprie funzioni si avvale dei servizi dell’A.S.L.. Esercita in materia di igiene e sanità le funzioni previste dalle disposizione di legge in materia.

7. Per l’elezione, la rimozione, la decadenza, le dimissioni e lo status di Sindaco si applicano le vigenti norme regionali.

8. Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune.

9. Il Sindaco presta giuramento dinanzi al Consiglio Comunale.

10. Ogni sei mesi presenta una relazione scritta sullo stato di attuazione del programma e sull’attività svolta anche dalla Giunta, nonché su fatti particolarmente rilevanti al Consiglio Comunale che, entro dieci giorni dalla presentazione, esprime in seduta pubblica le proprie valutazioni.

Articolo 40: Competenze di amministrazione

1. Il Sindaco:

a) compie tutti gli atti di amministrazione che dalla legge o dallo statuto non siano specificatamente attribuiti alla competenza di altri organi del Comune, al segretario e ai dirigenti.

b) ha la rappresentanza generale dell’ente;

c) ha la direzione ed il coordinamento dell’azione politico-amministrativa del Comune;

d) attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, secondo le modalità dell’articolo 51 della legge n. 142/90, come recepito dalla legge regionale n. 48/91 dal contratto collettivo nazionale di lavoro, dello Statuto e dell’ordinamento degli uffici e dei servizi;

e) nomina e revoca, previo parere della Giunta, il Segretario comunale e attribuisce allo stesso ulteriori competenze rispetto a quelle definite dalla legge;

f) nomina e revoca direttore generale;

g) emana provvedimenti di mobilità interna delle figure apicali dell'ente;

h) attribuisce le mansioni superiori per la copertura dei posti apicali;

i) individua l'ufficio competenze per i procedimenti disciplinari;

k) individua i collaboratori degli uffici posti alle dirette dipendenze;

l) autorizza la sottoscrizione definitiva del contratto collettivo decentrato;

m) nomina e revoca i responsabili degli uffici e dei servizi e i funzionari responsabili dei tributi e revoca l’attribuzione di funzioni dirigenziali; e così a titolo esemplificativo:

  • nomina il coordinatore unico dei lavori pubblici;
  • nomina i responsabili della gestione e dell'organizzazione:
  • dell'I.C.I. ;
  • dell'imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni;
  • della tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche;
  • della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni;
  • individua i responsabili dei servizi informativi automatizzati;
  • nomina l'economo ed eventualmente il sub economo;
  • nomina il responsabile dell'ufficio di statistica;
  • nomina il responsabile dell'ufficio relazioni con il pubblico;
  • nomina il responsabile del servizio di protezione civile;
  • nomina il responsabile dell'ufficio per la gestione del contenzioso del lavoro.

n) impartisce direttive al Segretario o al direttore generale in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull’intera gestione amministrativa delle unità organizzative;

o) programmazione e individuazione di manifestazioni, spettacoli, attività culturali, ricreative, turistiche,sportive ecc.;

p) richiede finanziamenti a enti pubblici o privati;

q) promuove ed assume iniziative per conferenze di servizio o per accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;

r) definisce e stipula accordi di programma, previa deliberazione di intenti del Consiglio Comunale o della Giunta Comunale, secondo le rispettive competenze;

s) svolge attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli altri organismi di partecipazione;

t) convoca i comizi elettorali per i referendum comunali;

u) adotta ordinanze nelle materie riservategli, avvisi e disposizioni aventi rilevanza esterna a carattere generale o che stabiliscano istruzioni per l’attuazione ed applicazione di norme legislative e regolamentari;

v) richiede la convocazione del Consiglio Comunale con l’indicazione dei punti da inserire all’ordine del giorno;

z) rappresenta in giudizio il Comune e promuove le azioni possessorie e gli atti conservativi dei diritti del Comune;

x) coordina, nell’ambito della disciplina regionale sulla base degli indirizzi impartiti dal Consiglio Comunale, gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici al fine di armonizzare l’esplicazione dei servizi alle esigenze complessive degli utenti.

y) determina l’ordine del giorno della Giunta;

w) nomina il nucleo di valutazione e la delegazione trattante di parte pubblica.

2. Gli atti di competenza del Sindaco implicanti assunzione di impegno di spesa sono adottati di concerto con il responsabile del servizio del settore cui è stata impegnata la risorsa.

Il concerto riguarda esclusivamente l'assunzione dell'impegno spesa.

Articolo 41

Competenze di vigilanza

1. Il Sindaco:

a) acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi informazioni ed atti anche riservati;

b) promuove indagini e verifiche amministrative sull’intera attività del Comune;

c) vigila sulla attività degli Assessori, dei dirigenti e dei propri collaboratori;

d) può disporre l’acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le società per azioni appartenenti all’ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse, e ne informa il Consiglio Comunale;

e) promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni e società appartenenti al Comune, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio Comunale ed in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta;

f) impartisce, nell’esercizio delle funzioni di polizia locale, le direttive e vigila sull’espletamento del servizio di polizia municipale e adotta i provvedimenti previsti dalle leggi e dai regolamenti.

Articolo 42

Competenze di organizzazione

1. Il Sindaco:

a) sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e vigila a che i dirigenti diano esecuzione alle deliberazioni del Consiglio Comunale e della Giunta, secondo le direttive impartite;

b) impartisce direttive per l’articolazione dell’orario di servizio e dell’orario di apertura al pubblico tenendo presente le finalità e gli obiettivi dell’ente, le esigenze dell’utenza, le possibilità e potenzialità della struttura, le disponibilità di organico e finanziarie.

Articolo 43

Competenze quale ufficiale del Governo

1. Il Sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende:

a) alla tenuta dei registri di Stato civile e di popolazione ed agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica;

b) all’emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in materia di ordine e di sicurezza pubblica, di sanità e di igiene pubblica;

c) allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle funzioni attribuite dalla legge;

d) alla vigilanza di tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone, se del caso, l’autorità governativa competente.

2. Le attribuzioni del Sindaco nei servizi d competenza statale sono esercitate nei modi previsti dall’articolo 54 del D.l.vo 18 agosto 2000, n.267, nei servizi di competenza della Regione nel rispetto delle norme regionali.

3. Il Sindaco, nei casi e nei modi previsti dall’articolo 54 del D.l.vo 18 agosto 2000, n.267, e previa comunicazione al Prefetto, può delegare agli Assessori funzioni che egli svolge quale ufficiale di Governo, ad un consigliere comunale l’esercizio delle funzioni previste dalla precedente lettera a).

Articolo 44

Incarichi e nomine fiduciarie

1.Il Sindaco, per l’espletamento di attività istituzionali e per il conseguimento di specifici obiettivi predeterminati, previsti nei programmi amministrativi, ove non siano presenti all’interno dell’Ente figure dotate di particolari ed elevate competenze tecniche-professionali è possibile il ricorso a collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità stipulando apposite convenzioni.

2. Tutte le nomine fiduciarie demandate al Sindaco decadono al momento della cessazione per qualsiasi motivo del mandato del Sindaco

3. Il regolamento degli uffici e dei servizi disciplina le modalità di conferimento.

Articolo 45

Incarico ad esperto

1. Il Sindaco per espletamento di attività connesse con le materie di sua competenza, può conferire incarichi a tempo determinato che non costituiscono rapporto di pubblico impiego, a due esperti estranei all’ amministrazione. Gli esperti devono essere dotati di documentata professionalità e di laurea. In caso di nomina di soggetto non provvisto di laurea, il provvedimento deve essere ampiamente motivato.

2. Agli esperti sarà corrisposto il compenso previsto dal quinto comma dell’art. 41 della legge regionale n. 26/93.

  1. Il Sindaco annualmente trasmette al consiglio comunale una dettagliata relazione sull’attività dell’esperto da lui nominato.

 

Capo IV

Deliberazioni degli organi collegiali

Articolo 46

Deliberazioni

1. Gli organi collegiali deliberano validamente con l’intervento della metà più uno dei componenti assegnati ed a maggioranza dei voti favorevoli sui contrari, salvo maggioranze speciale previste espressamente dalle leggi o dallo statuto.

2. Tutte le deliberazioni sono assunte, di regola, con votazione palese. Sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull’ apprezzamento della qualità soggettiva di una persona o sulla valutazione dell’azione da questa volta.

3. Le sedute del consiglio sono pubbliche. Nel caso in cui debbano essere formulate valutazione e apprezzamenti su "persone" il presidente dispone la trattazione dell’argomento in "seduta privata".

4. Il deposito delle proposte di deliberazioni e dei relativi atti e la verbalizzazione della seduta del consiglio e delle giunta sono curate dal segretario comunale, secondo le modalità e i termini stabiliti per regolamento.

Il segretario comunale non partecipa alle sedute quando si trova in uno dei casi di incompatibilità: in tal caso è sostituito in via temporanea da un componente del collegio nominato dal presidente.

5. I verbali della seduta sono firmati dal presidente, dal segretario e dal componente più anziano fra i presenti.

 

Articolo 47

Astensione obbligatoria

1. Il Sindaco e i membri degli organi collegiali devono astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di deliberare riguardante interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado: L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o di affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica alla partecipazione del Sindaco alle sedute del Consiglio Comunale nel quale lo stesso non ha diritto di voto.

2. L’obbligo di astenersi comporta quello di allontanarsi dal luogo della riunione durante il tempo del dibattito e della votazione.

3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche al segretario comunale.

 

Titolo III

Ordinamento degli uffici e dei servizi

Capo I

Principi

Articolo 48

Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

1. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi disciplina in conformità agli indirizzi generali stabiliti dal Consiglio comunale e nel rispetto delle disposizioni di legge applicabili, l’ordinamento dei servizi e degli uffici del Comune di Montevago .

2. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la struttura organizzativa dell’Ente e disciplina i rapporti funzionali fra le sue componenti in funzione dell’obiettivo del costante soddisfacimento degli interessi e dei bisogni della comunità locale in riferimento ai cambiamenti sociali, economici e culturali che coinvolgono la stessa collettività.

Articolo 49

Indirizzo politico e gestione: distinzioni.

1. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi si informa al principio della separazione delle competenze, per cui agli organi politici competono esclusivamente funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare, nonché funzioni di controllo, verificando la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti e ai dirigenti competono tutti gli atti di gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo, compresi quelli che impegnano l’amministrazione verso l’esterno. I dirigenti sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa, della gestione e dei risultati.

2. Le attribuzioni dei dirigenti di cui al comma 1 del presente articolo possono essere derogate soltanto a opera di specifiche disposizioni legislative ai sensi dell’art. 3, comma 3,