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BALLO D’INGRESSO
La ragione del
gruppo è conoscere, valorizzare e promuovere quelle tradizioni
popolari appartenenti al nostro territorio.
Siamo tutti
ragazzi della Città di Montevago, Paese che si trova ubicato,
geograficamente, nella parte occidentale della provincia di
Agrigento, a confine con i territori di Palermo e Trapani.
L’ origine
del nostro Paese è legata alla scoperta, in un insediamento
esistente fin dai primi secoli dell’età Cristiana, di una
sacra icona raffigurante la Vergine delle Grazie.
Nel 1653
Montevago contava già 383 abitanti prevalentemente agricoltori.
Ma la nostra
ridente cittadina è nota alle cronache nazionali, anche, per il
triste evento del 15 gennaio 1968 quando un violento terremoto
ha segnato per sempre la vita dei Montevaghesi.
Infatti quei
piccoli, ma numerosi, momenti tellurici hanno prima distrutto
Montevago seminando morte nella struttura, nel costume, e nell’animo
degli abitanti.
La gente non ha
dimenticato e forse non potrà mai farlo, ed ancora oggi dopo
oltre 34 anni si pagano amaramente le conseguenze.
Noi vogliamo
dedicare, per non dimenticare, a chi ha vissuto per anni quella
terribile tragedia, un lamento musicale, dal titolo
NUSTALGIA.
Nel 1636 donna
Girolama Xirotta marchesa di S. Elisabetta, acquistò, per conto
del figlio Rutilio Xirotta, tre degli undici feudi appartenenti
alla baronia del Misilindino dove già sorgeva S. Margherita di
Belice.
Il giovane
Principe, venuto assieme alla famiglia, a visitare le terre
acquistate, rimase incantato dalla bellezza del panorama della
Valle del Belice.
Dinnanzi a tale
bellezza costruì nella sua mente un nome Monte – Vago e
prospettò alla sua famiglia l’idea di fondare con quel nome
un paese.
Dopo avere
ottenuto tutte le autorizzazioni, iniziò la costruzione del
sito chiedendo alla gente dei paesi vicini terra in donazione,
offrendo in cambio la possibilità di abitarla.
Il 10 Ottobre
1641 la nascente cittadina ricevette il nome di Montevago e Don
Rutilio Xirotta divenne principe del paese.
La gente
abitava quel nuovo sito in maniera gioiosa e laboriosa, la
cultura della famiglia era dominante anche se non mancavano
occasioni per creare CURTIGGHIATE, denominatore comune a tutti
era l’amore visto come aggregazione tra gente dello stesso
sito ma visto anche come credenza religiosa.
L’amore a
Montevago, quello tra uomo e donna, ha avuto evoluzioni
completamente diverse a seconda dei secoli, per esempio, nei
primi anni dell’ultimo secolo non era semplice come oggi l’unione
tra un ragazzo e una ragazza, il corteggiamento spesso durava
anni ed era costituito da pedinamenti, ammiccamenti,
contrattazioni tra parenti, scambi anche di proprietà,
noi vogliamo
presentarvi un esempio, di come una ragazza avvolta dalla
propria cultura rispondeva ad un uomo per un semplicissimo
complimento.
MALADUCATU VA
DILLU A TO SORU
Tutti sanno
della nostra europeizzazione e quindi siamo entrati nell’ottica
della modernità. Oggi ad esempio tutto o quasi viene gestito
grazie agli ausili informatici, anche l’allevamento e l’agricoltura
che nella nostra Sicilia rappresentano un settore produttivo
molto importante. Ad esempio oggi, la raccolta del grano avviene
per mezzo di enormi macchine computerizzate ed allestite con
tecnologia tanto all’avanguardia da permettere all’agricoltore
una più sana e salutare vita lavorativa. Nei tempi antichi,
invece, questo era un lavoro che si svolgeva con attrezzi
rudimentali, molta fatica di braccia, un enorme spreco di tempo
e risultati molto meno consistenti, anche se la genuinità del
raccolto era indiscutibile.
Molti non
sanno, invece, che l’origine dell’ €uro è siciliana.
Infatti la prima moneta europea è stata coniata in Sicilia nel
1231 e precisamente a Messina da parte di Balduino Pagano e fu
chiamata Tarì avendo come multipla l’Augustale d’oro e
sottomultipla l’Unza. Il nome Tary deriva dall’arabo e
significa "fresco – recente". Questa moneta garantì
la stabilità del sistema economico dell’intero impero per
1035 anni fino al 1862, anno in cui, con Decreto n. 788 del
24/agosto /1862, venne sostituita dalla lira.
Rappresenteremo
adesso come una volta si raccoglieva il grano ed un esempio dell’uso
dei Tarì.
MIETITURA
BALLU DI LI
ZITI
E si, la nostra
isola, per naturale vocazione, è una regione dalle mille
sfaccettature, e forse è la più internazionale che esista. I
popoli che nei vari millenni l’hanno abitata, gli emigrati che
in ogni tempo hanno con il loro lavoro reso ricche le nazioni
che li hanno accolti, la cosmopolità delle sue città, l’assenza
totale di razzismo, sono la prova più evidente della grandezza
della nostra terra. E noi per questo alla Sicilia vogliamo
dedicare un canto.
TERRA NFATATA
Montevago non
è conosciuta solamente dal punto di vista della sua storia o
per i suoi rinomati prodotti agricoli o perché ha subito il
terremoto, Montevago è famosa nel mondo, anche, per le proprie,
rinomate, acque termali.
Un’antica
leggenda narra di Cinzio e Corinzia, due giovani pastori della
valle del Belice, che indossate le bianche vesti da cerimonia,
discendevano il dolce pendio cosparso di ginestre selvatiche per
dirigersi verso la fonte sacra, promessa di continuità nella
umana aspirazione all’eternità.
Consumati i
riti, Cinzio e Corinzia, rientrarono nella loro grotta portando
con sé la speranza dell’immortalità.
Ancora oggi un
tuffo in queste acque è anche un immergersi nel passato, al
limite tra l’immaginazione e la realtà, un collegamento
ideale con le antiche popolazioni del luogo, che furono le prime
a scoprire le qualità salutari ed il fascino di questo
incantevole sito.
Accanto all’antica
fonte, circondato dalle ridenti colline della valle, dalla ricca
macchia mediterranea, all’interno di un verde parco
attrezzato, si trova il centro termale di benessere e salute
" Acqua pia ", dove sono esaltate le virtù salutari
di queste purissime acque utilizzate così come sgorgano dalla
sorgente, senza l’aggiunta di additivi chimici.
A Montevago le
ragazze si recavano alla fonte per prendere l’acqua ed era
anche questa un’occasione per farsi notare da un ragazzo, il
quale non perdeva l’opportunità di tentare l’approccio.
ALL’ACQUA
I nostri
genitori ci raccontano di tipiche vicende di paese in cui la
vita si svolgeva prevalentemente nei cortili e sulle strade,
caratteristica propria di questo modo di condurre la vita sono
le curtigghiate, discussioni alquanto animate, accompagnate da
grida, insulti, che potevano diventare vere e proprie risse tra
femmine di casa, che scaturivano da semplici incomprensioni o
banali invidie tra vicini. Ve ne presentiamo un esempio.
L’ACEDDU
BALLETTO NUOVO
La
spensieratezza dei ragazzi negli anni passati nella nostra terra
era dominante, i ragazzi passavano il tempo con giochi di tipo
li ciappeddi, a lu tollu, a li quattro cantina, quattro e
quattrottu, cu la corda, la marredda, ecc. oppure i più
grandicelli passavano il tempo alla scoperta di nuove emozioni
in campagna o a spiare le ragazze come in questa canzone.
LA VIRRINEDDA
Diffusissima
era la credenza religiosa si dava un significato Divino ad ogni
momento della vita. Le preghiere erano rivolte a Dio per curare
le malattie, per un buon raccolto, per la nascita di animali,
per la buona riuscita della caccia, ecc.. spesso utilizzavano
per le preghiere le cantilene come questa a Santu Saru.
LI PREGHIERI A
SANTU SARU
Un altro dei
momenti importanti della nostra tradizione è la raccolta dell’uva,
anch’essa ha subito notevoli cambiamenti nel corso dei secoli,
prima il contadino mirava alla sola qualità del vino
riconosciuta dal proprio palato, oggi, la produzione è meglio
variegata, perché programmata secondo la richiesta del mercato,
la raccolta avviene in modo meccanizzato ed il prodotto è
costantemente tenuto sotto specialistico controllo. Montevago in
fatto di vini possiede una ricca cultura, infatti i suoi vini
sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.
La raccolta
dell’uva era un tempo motivo per stare insieme famiglie ed
amici, era occasione di crescita per i bambini che cominciavano
in modo giocoso a vivere la campagna.
Durante la
raccolta si usava cantare melodie al ritmo di lavoro e spesso
era anche occasione di incontri e conoscenze tra ragazzi, che
nell’armonia creata dal lavoro spesso facevano fiorire nuovi
amori. Noi ve ne presentiamo un esempio seguito da una
contraddanza come momento di festa per il raccolto.
LA VINNIGNA
LA CONTRADANZA
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