Associazione Culturale Ricreativa
"OPUNTIA"

 . Le origini

 
. I soci fondatori

 
. Consiglio di Amministrazione

 
. I componenti del gruppo folkloristico

 
. Presentazione di uno spettacolo

 
. I nostri appuntamenti

  Sede Associazione: Via XV Gennaio 
  92010 Montevago (Ag)
  Tel. ------------ e-mail 

 


Presidente
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Le origini:
  • Il gruppo folkloristico "Opuntia" nasce proprio tra i banchi di scuola, dove il prof. Sanfilippo Salvatore, docente di musica alla Scuola Media di Montevago, ha captato in alcuni suoi alunni le qualità canore necessarie per far nascere un piccolo coro. Nel corso degli anni scolastici l’impegno del Prof. Sanfilippo e la volontà dei ragazzi era sempre più forte, tanto che tra prove di canti popolari e di balli siciliani il numero dei partecipanti cominciò ad aumentare così come il loro interessamento.
    La Scuola Media di Montevago, oggi Istituto Comprensivo, era orgogliosa di avere un gruppo di ragazzi interessati al folklore del nostro Paese e della nostra Sicilia. Intanto i ragazzi crescevano anche di età e alcuni cominciavano a lasciare la scuola dell’obbligo ed iscriversi alle scuole superiori, così il gruppo non era più composto da alunni che frequentavano solo la Scuola Media, la quale non poteva più legare alcuni ragazzi alle sue attività culturali e ricreative della programmazione annuale. Da qui, la volontà dei ragazzi di continuare questo loro impegno, l’interessamento dei genitori che hanno attribuito a questa attività un’importanza formativa fondamentale per i propri figli e che hanno creduto nelle capacità e nella serietà del professore Sanfilippo a voler continuare a istruire i ragazzi spendendo per loro tanta pazienza e dedicandosi alla loro preparazione fuori l’orario scolastico, togliendo sicuramente tempo da dedicare alla sua famiglia.
    Il Professore, però è, come si suol dire, "di coccio". Lui crede nei ragazzi, dice: <<sono i miei>> e li seguirò anche con spirito di sacrificio. Ecco come nasce il gruppo "OPUNTIA", e perché questo nome?
    L’ideatore è stato lo stesso professore Sanfilippo che ha voluto nominare il gruppo Opuntia, che dal latino significa ficodindia, proprio perchè è il frutto, tanto gustoso anche se spinoso, che la nostra terra produce.
    Si costituisce, giusto Statuto, l’Associazione culturale-ricreativa "Opuntia" con sede in Via XV Gennaio a Montevago. I componenti del gruppo "Opuntia", tutti ragazzi di Montevago, sono orgogliosi di farne parte per valorizzare il valori, le tradizioni del loro piccolo Paese della provincia di Agrigento e farlo conoscere anche come è oggi dopo il terremoto del ’68.

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I soci fondatori:
  • Accidenti Vincenzo, Accidenti Fortunato, Bavetta Antonio, Bavetta Salvatore, Barrile Antonina, Bilello Calogero, Catalanotto Antonina, Costanzo Gerlanda, Di Gerlando Lucia Antonia, Di Stefano Antonino, Di Stefano Anna, Fazio Francesco, Ganci Andrea, Gugliotta Calogero, Infranco Caterina, Indelicato Vita, Impastato Pietro, Ippolito Giovanna, Ippolito Vito, La Rocca Antonino, Lojacono Calogero, Marsina Maria Audenzia, Monaco Benedetta, Pandolfo Raffaele, Resutto Benedetto, Rotolo Grazia, Saladino Baldassere, Sanfilippo Salvatore, Sciortino Paolo Vittorio, Triolo Antonio Giuseppe.

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Consiglio di Amministrazione
  • -----------------------  (Presidente)
    Sanfilippo Salvatore  (Vice Presidente)
    Ganci Andrea  (Vice Presidente)
    Pandolfo Raffaele  (Segretario Verbalizzante)
    Di Stefano Antonino  (Economo )
    Sciortino Paolo Vittorio
    Bavetta Salvatore 
    Saladino Baldassere 
    Di Gerlando Lucia Antonia 
    Ippolito Giovanna 
    Barrile Antonina 
    Indelicato Vita 

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I componenti del gruppo folkloristico
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Le ragazze

I ragazzi

  • Accidenti Antonina
    Accidenti Vitalba
    Accidenti Vitangela
    Di Stefano Valentina
    Fazio Francesca
    Ganci Lilly
    Giambalvo Nina
    Gugliotta Gloria
    Impastato Giusy
    Mauceri Evelyn
    Mauceri Marilena
    Mauceri Fiorella
    Napoli Calogera
    Pandolfo Rosalinda
    Pandolfo Rossella
    Resutto Floriana
    Triolo Amalia
    Ventimiglia Caterina
  • Accidenti Guglielmo
    Bavetta Francesco
    Bavetta Domenico
    Bavetta Giuseppe
    Bilello Giacomo
    Cassana Leonardo
    Colletti Antonino
    Lojacono Giuseppe
    Lojacono Francesco
    Ganci Vincenzo
    Ganci Vincenzo
    Ippolito Salvatore
    Ippolito Vincenzo
    La Rocca Antonino
    La Rocca Leonardo
    La Rocca Salvatore
    Mangiaracina Michelangelo
    Mangiaracina Daniele
    Mauceri Vincenzo
    Pandolfo Giuseppe
    Saladino Giancarlo
    Saladino Michele
    Sciortino Andrea
    Triolo Giuseppe
 

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Presentazione di uno spettacolo - Gruppo Folk "Opuntia"
BALLO D’INGRESSO

La ragione del gruppo è conoscere, valorizzare e promuovere quelle tradizioni popolari appartenenti al nostro territorio.

Siamo tutti ragazzi della Città di Montevago, Paese che si trova ubicato, geograficamente, nella parte occidentale della provincia di Agrigento, a confine con i territori di Palermo e Trapani.

L’ origine del nostro Paese è legata alla scoperta, in un insediamento esistente fin dai primi secoli dell’età Cristiana, di una sacra icona raffigurante la Vergine delle Grazie.

Nel 1653 Montevago contava già 383 abitanti prevalentemente agricoltori.

Ma la nostra ridente cittadina è nota alle cronache nazionali, anche, per il triste evento del 15 gennaio 1968 quando un violento terremoto ha segnato per sempre la vita dei Montevaghesi.

Infatti quei piccoli, ma numerosi, momenti tellurici hanno prima distrutto Montevago seminando morte nella struttura, nel costume, e nell’animo degli abitanti.

La gente non ha dimenticato e forse non potrà mai farlo, ed ancora oggi dopo oltre 34 anni si pagano amaramente le conseguenze.

Noi vogliamo dedicare, per non dimenticare, a chi ha vissuto per anni quella terribile tragedia, un lamento musicale, dal titolo

NUSTALGIA.

Nel 1636 donna Girolama Xirotta marchesa di S. Elisabetta, acquistò, per conto del figlio Rutilio Xirotta, tre degli undici feudi appartenenti alla baronia del Misilindino dove già sorgeva S. Margherita di Belice.

Il giovane Principe, venuto assieme alla famiglia, a visitare le terre acquistate, rimase incantato dalla bellezza del panorama della Valle del Belice.

Dinnanzi a tale bellezza costruì nella sua mente un nome Monte – Vago e prospettò alla sua famiglia l’idea di fondare con quel nome un paese.

Dopo avere ottenuto tutte le autorizzazioni, iniziò la costruzione del sito chiedendo alla gente dei paesi vicini terra in donazione, offrendo in cambio la possibilità di abitarla.

Il 10 Ottobre 1641 la nascente cittadina ricevette il nome di Montevago e Don Rutilio Xirotta divenne principe del paese.

La gente abitava quel nuovo sito in maniera gioiosa e laboriosa, la cultura della famiglia era dominante anche se non mancavano occasioni per creare CURTIGGHIATE, denominatore comune a tutti era l’amore visto come aggregazione tra gente dello stesso sito ma visto anche come credenza religiosa.

L’amore a Montevago, quello tra uomo e donna, ha avuto evoluzioni completamente diverse a seconda dei secoli, per esempio, nei primi anni dell’ultimo secolo non era semplice come oggi l’unione tra un ragazzo e una ragazza, il corteggiamento spesso durava anni ed era costituito da pedinamenti, ammiccamenti, contrattazioni tra parenti, scambi anche di proprietà,

noi vogliamo presentarvi un esempio, di come una ragazza avvolta dalla propria cultura rispondeva ad un uomo per un semplicissimo complimento.

MALADUCATU VA DILLU A TO SORU

Tutti sanno della nostra europeizzazione e quindi siamo entrati nell’ottica della modernità. Oggi ad esempio tutto o quasi viene gestito grazie agli ausili informatici, anche l’allevamento e l’agricoltura che nella nostra Sicilia rappresentano un settore produttivo molto importante. Ad esempio oggi, la raccolta del grano avviene per mezzo di enormi macchine computerizzate ed allestite con tecnologia tanto all’avanguardia da permettere all’agricoltore una più sana e salutare vita lavorativa. Nei tempi antichi, invece, questo era un lavoro che si svolgeva con attrezzi rudimentali, molta fatica di braccia, un enorme spreco di tempo e risultati molto meno consistenti, anche se la genuinità del raccolto era indiscutibile.

Molti non sanno, invece, che l’origine dell’ €uro è siciliana. Infatti la prima moneta europea è stata coniata in Sicilia nel 1231 e precisamente a Messina da parte di Balduino Pagano e fu chiamata Tarì avendo come multipla l’Augustale d’oro e sottomultipla l’Unza. Il nome Tary deriva dall’arabo e significa "fresco – recente". Questa moneta garantì la stabilità del sistema economico dell’intero impero per 1035 anni fino al 1862, anno in cui, con Decreto n. 788 del 24/agosto /1862, venne sostituita dalla lira.

Rappresenteremo adesso come una volta si raccoglieva il grano ed un esempio dell’uso dei Tarì.

MIETITURA

BALLU DI LI ZITI

E si, la nostra isola, per naturale vocazione, è una regione dalle mille sfaccettature, e forse è la più internazionale che esista. I popoli che nei vari millenni l’hanno abitata, gli emigrati che in ogni tempo hanno con il loro lavoro reso ricche le nazioni che li hanno accolti, la cosmopolità delle sue città, l’assenza totale di razzismo, sono la prova più evidente della grandezza della nostra terra. E noi per questo alla Sicilia vogliamo dedicare un canto.

TERRA NFATATA

Montevago non è conosciuta solamente dal punto di vista della sua storia o per i suoi rinomati prodotti agricoli o perché ha subito il terremoto, Montevago è famosa nel mondo, anche, per le proprie, rinomate, acque termali.

Un’antica leggenda narra di Cinzio e Corinzia, due giovani pastori della valle del Belice, che indossate le bianche vesti da cerimonia, discendevano il dolce pendio cosparso di ginestre selvatiche per dirigersi verso la fonte sacra, promessa di continuità nella umana aspirazione all’eternità.

Consumati i riti, Cinzio e Corinzia, rientrarono nella loro grotta portando con sé la speranza dell’immortalità.

Ancora oggi un tuffo in queste acque è anche un immergersi nel passato, al limite tra l’immaginazione e la realtà, un collegamento ideale con le antiche popolazioni del luogo, che furono le prime a scoprire le qualità salutari ed il fascino di questo incantevole sito.

Accanto all’antica fonte, circondato dalle ridenti colline della valle, dalla ricca macchia mediterranea, all’interno di un verde parco attrezzato, si trova il centro termale di benessere e salute " Acqua pia ", dove sono esaltate le virtù salutari di queste purissime acque utilizzate così come sgorgano dalla sorgente, senza l’aggiunta di additivi chimici.

A Montevago le ragazze si recavano alla fonte per prendere l’acqua ed era anche questa un’occasione per farsi notare da un ragazzo, il quale non perdeva l’opportunità di tentare l’approccio.

ALL’ACQUA

I nostri genitori ci raccontano di tipiche vicende di paese in cui la vita si svolgeva prevalentemente nei cortili e sulle strade, caratteristica propria di questo modo di condurre la vita sono le curtigghiate, discussioni alquanto animate, accompagnate da grida, insulti, che potevano diventare vere e proprie risse tra femmine di casa, che scaturivano da semplici incomprensioni o banali invidie tra vicini. Ve ne presentiamo un esempio.

L’ACEDDU

BALLETTO NUOVO

La spensieratezza dei ragazzi negli anni passati nella nostra terra era dominante, i ragazzi passavano il tempo con giochi di tipo li ciappeddi, a lu tollu, a li quattro cantina, quattro e quattrottu, cu la corda, la marredda, ecc. oppure i più grandicelli passavano il tempo alla scoperta di nuove emozioni in campagna o a spiare le ragazze come in questa canzone.

LA VIRRINEDDA

Diffusissima era la credenza religiosa si dava un significato Divino ad ogni momento della vita. Le preghiere erano rivolte a Dio per curare le malattie, per un buon raccolto, per la nascita di animali, per la buona riuscita della caccia, ecc.. spesso utilizzavano per le preghiere le cantilene come questa a Santu Saru.

LI PREGHIERI A SANTU SARU

Un altro dei momenti importanti della nostra tradizione è la raccolta dell’uva, anch’essa ha subito notevoli cambiamenti nel corso dei secoli, prima il contadino mirava alla sola qualità del vino riconosciuta dal proprio palato, oggi, la produzione è meglio variegata, perché programmata secondo la richiesta del mercato, la raccolta avviene in modo meccanizzato ed il prodotto è costantemente tenuto sotto specialistico controllo. Montevago in fatto di vini possiede una ricca cultura, infatti i suoi vini sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.

La raccolta dell’uva era un tempo motivo per stare insieme famiglie ed amici, era occasione di crescita per i bambini che cominciavano in modo giocoso a vivere la campagna.

Durante la raccolta si usava cantare melodie al ritmo di lavoro e spesso era anche occasione di incontri e conoscenze tra ragazzi, che nell’armonia creata dal lavoro spesso facevano fiorire nuovi amori. Noi ve ne presentiamo un esempio seguito da una contraddanza come momento di festa per il raccolto.

LA VINNIGNA

LA CONTRADANZA

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